CAPIRE CIÒ CHE LEGGI!

Come forse già saprai, gli esseri umani utilizzano una piccolissima percentuale del proprio potenziale intellettivo e già solo con quella riescono a compiere dei veri e propri miracoli, purtroppo però non sempre ci sentiamo adeguati alla situazione o cogliamo il senso di ciò che studiamo al primo sguardo.

La comprensione dei temi oggetto di studio infatti non passa solo attraverso il cervello, ma anche attraverso l’organizzazione dei propri pensieri.

Anche se ovviamente non possiamo agire direttamente sul quoziente intellettivo con pillole magiche alla Limitless, quello che possiamo fare è creare le condizioni ideali affinché la nostra mente dia il meglio di sé.

Capire o ricordare?

Sorprendentemente ancora oggi c’è qualcuno che si fa questa domanda e non sa bene quale risposta darsi.

Innanzitutto non vedo perché queste due attività debbano essere in competizione, e poi a onor del vero la prima influisce positivamente sulla seconda, senza considerare il fatto che memorizzare delle informazioni senza essere in grado di inserirle coerentemente in un contesto equivale a non sapere come utilizzarle… il che le rende automaticamente inutili così come il tempo che hai impiegato ad impararle a pappagallo.

E vogliamo parlare del giorno dell’esame?

Imparando i dati a memoria non saresti in grado di rispondere ad alcuna domanda che non sia esattamente uguale al titolo del paragrafo corrispondente…

Ok, mi sono scoperto, non sono un fan della memoria pura e semplice, a meno che non si tratti di ricordare informazioni che non devono essere comprese come ad esempio codici, vocaboli stranieri o numeri di telefono.

Il fatto è che ho sempre pensato che la comprensione fosse un dono divino e che non fosse più di tanto sotto al mio controllo, così, quando ho scoperto che invece avevo la possibilità di dare un aiutino al mio cervello mi si è aperto un nuovo mondo di opportunità.

Purtroppo la comprensione è uno dei fattori meno rilevanti per lo studente medio, che generalmente ha la brutta abitudine di credere (perché gli fa comodo, non perché sia stupido) che se un concetto non è chiaro in un certo momento del percorso, poi si chiarirà da solo più avanti…

Mai successo?

Ritrovarsi di fronte ad una pagina che contiene un concetto un po’ articolato, complicato, magari nemmeno espresso in modo chiaro e dirsi: “Ok, non l’ho capito ma non ho tempo da perdere, ora lo sottolineo tutto così poi so che lo devo rivedere e vado avanti, quando ci ritornerò su vedrai che sarà più chiaro… male che vada se proprio non lo capisco lo imparo così e speriamo che non me lo chieda…”.

Che poi fosse solo con un concetto per esame…

Quando inizi ad applicare questa filosofia di ‘studio’ è la fine, perché ad ogni minima difficoltà di comprensione scatta il meccanismo, ‘ci penso dopo’ che poi si trasforma in mai…

Se non ti è mai capitato sei davvero molto oltre la media.

Ma facciamo finta che tu sia umano e che abbia commesso questo tipo di errore… solo finta eh…

Il pensiero comune è che sottolineando, per una specie di osmosi mistica, non solo i concetti si chiariranno nella mente, ma rimarranno anche incollati ai neuroni come palline di zucchero alla glassa di una torta…

Il parallelo mi sembrava adatto visto che questo tipo di credenza si spiega solo se vivi nel mondo delle favole (o se hai fumato qualcosa di pesante…).

Ora, battute a parte, per quale strano motivo dovrebbe accadere questo?

Esatto.

Nessuno.

E infatti non accade.

Risultato?

Quando ci ripassi sopra per la seconda volta, quando in base al tuo piano geniale ormai avresti dovuto capire tutto, ti accorgi invece che non è cambiato niente, se non che hai letto tutti i contenuti che venivano dopo senza avere il supporto di un concetto che, visto è spiegato prima, forse aveva senso comprendere prima di procedere nella lettura…

Io ci scherzo su perché ero uno di questi studenti brillanti che preferiva rimandare la fatica di un approfondimento (o di una domanda al professore, che è utile anche strategicamente per presentarsi e fare buona impressione) piuttosto che fermarsi un attimo a ragionare sulla cosa più intelligente da fare.

Non avevo tempo.

Dovevo studiare…

Era meglio dedicare tempo a leggere, ripetere e riscrivere piuttosto che capire.

Quindi: Come si aumenta la comprensione?

Una volta compreso che sottolineare ogni parola del testo non ti è utile, anzi, è fuorviante e distraente, più semplice forse ma del tutto controproducente, possiamo analizzare le due caratteristiche che influenzano la comprensione: concentrazione e conoscenza.

Partiamo dal migliorare la concentrazione.

È abbastanza ovvio che se leggo un testo e dopo cinque righe, mentre il mio occhio continua a scorrere la pagina, la mia mente sta pensando ad altro (vacanze, preoccupazioni, FaceBook, ecc.) difficilmente arriverò alla fin del testo con la sensazione di aver compreso…

Quindi come lavori sulla concentrazione?

Lo puoi fare a vari livelli e in molti momenti diversi, che sommati fra loro ti portano a fare davvero un grande salto di qualità.

Puoi partire prima della lettura applicando delle tecniche di rilassamento e concentrazione, o facendo un’anteprima del testo per preparare la tua mente a ricevere le informazioni, oppure stabilire prima gli obiettivi della lettura come in una dichiarazione di intenti.

Questi sono solo alcuni esempi, ma è fondamentale che il tuo livello di attenzione sia alto e che se questa abilità è fuori dalla tua zona di comfort tu faccia qualcosa per migliorarla.

Una volta alzato il tuo livello di concentrazione è importante capire che le informazioni che già possiedi sono la chiave per poter comprendere meglio.

Se non conosco i vocaboli fondamentali di una lingua straniera non capirò mai una persona che la parla.

Molto più concretamente, se studio Giurisprudenza, ma non possiedo un vocabolario giuridico, la mia mente si fermerà in continuazione poiché incontrerà una serie di termini che non conosce e che le impediscono di comprendere a pieno il concetto che sta leggendo.

La stessa cosa vale per le conoscenze mediche o scientifiche o di qualsiasi altro ambito.

So che è un consiglio fastidioso, ma è anche estremamente efficace: se stai studiando una nuova materia o una materia che trovi particolarmente ostica devi innanzitutto chiudere il libro e metterti a studiare tutti i principali vocaboli specifici di quella materia.

In questo modo potrai comprendere molto più facilmente ciò che stai leggendo nel testo.

La maggior parte delle persone crede che la comprensione dipenda solo dall’intelligenza, ma la realtà è che ci sono molti altri fattori da tenere in considerazione e sui quali abbiamo il potere di influire.

La tua responsabilità è quella di scegliere di andare oltre ai paroloni complicati che trovi sui libri per cercare il senso che collega la teoria alla pratica, il mondo delle parole a quello dei fatti, l’astrazione al mondo reale.

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