COME SUPERARE UN ESAME SCRITTO A RISPOSTA MULTIPLA

(PRIMA PARTE)

“La vita è come un test a risposta multipla: a volte sono le risposte a confonderti, non la domanda”.

Anonimo

Dicono che nella vita gli esami non finiscano mai.

Hanno ragione: maturità, quiz per la patente, ECDL, test d’ingresso universitari, concorsi pubblici, esami universitari.

Viviamo perennemente sotto esame.

Imparare alcuni trucchi per superare queste prove è un’arte che non va sottovalutata.

Naturalmente ogni esame è un mondo a sé, ma molto spesso queste prove includono i famigerati test a risposta multipla.

Voglio quindi aiutarti a prendere le decisioni migliori nel momento del dubbio, a migliorare il tuo punteggio in graduatoria affidandoti ad un semplice calcolo statistico e a scoprire i segreti per capire come viene creato un test, in modo da distinguere le domande assurde da quelle plausibili.

Nelle prossime righe troverai dei calcoli statistici, delle osservazioni che non sono necessariamente vere anche per te al 100% e può darsi che in qualche passaggio della lettura ti dirai: “Perdo solo tempo, potrei studiare invece di leggere questo”, oppure “Non sono bravo con i numeri, lasciamo perdere”; be’, ti consiglio di fermarti un attimo e di riflettere: investire un po’ di tempo oggi per cercare di capire come è strutturato un test, ti permetterà di risparmiarti tante grane domani!

Iniziamo!

Quando conviene rispondere nei test a risposta multipla

Chiunque si sia trovato ad affrontare un test a risposta multipla, soprattutto nell’ambito preselettivo (universitario o concorsuale), si sarà reso conto che anche un misero 0,01 può far avanzare o retrocedere di decine di posizioni.

Non bisogna mai lasciare nulla al caso!

Se hai una o più domande per le quali non conosci la risposta esatta ti sarà capitato di chiederti: “Mi conviene rispondere o è meglio lasciarla in bianco?”

La risposta varia ad ogni esame. Vediamo quindi come fare per decidere razionalmente se rispondere o no alle domande su cui non siamo sicuri.

Ecco le due possibilità che hai in un test a risposta multipla

  1. Conosci la risposta corretta.
  2. Non conosci la risposta corretta.

Nel primo caso marcherai la casella corrispondente, nell’altro invece ti conviene procedere per esclusione cercando di ridurre il campo alla sola risposta esatta.

Se ci riesci il gioco è fatto, ma se, come spesso accade, non dovessi riuscirci, ti toccherà fare una scelta: rispondere o lasciare la risposta in bianco.

In base a cosa bisogna decidere?

In base alle conseguenze, ci sono delle penalità?

  1. Se non sono previste penalità in caso di risposte errate (molto raro ma a volte accade) conviene, indubbiamente, tentare la fortuna e non lasciare nulla di irrisolto. Solo un suggerimento: se le domande a cui non sai rispondere sono tante e non sei riuscito ad escludere alcuna alternativa di risposta, ti conviene contrassegnare sempre la stessa alternativa; sicuramente qualcuna sarà giusta.
  2. Se sono previste penalità in caso di risposte errate devi essere più cauto… Innanzitutto rispondi alle domande a cui sei certo di dare una risposta esatta. Questo eviterà di farti soffermare a lungo su una domanda di cui non conosci la risposta e perdere quindi molto tempo (ricorda che c’è sempre un tempo limite di consegna). Fatto questo torna sulle risposte non date e, se dopo aver proceduto per esclusione non sei riuscito a capire qual è l’alternativa corretta, la scelta se rispondere o meno dovrà essere fatta tenendo conto:
  • del punteggio assegnato in caso di risposta esatta;
  • del punteggio assegnato in caso di risposta errata;
  • del punteggio assegnato in caso di risposta omessa (potrebbe capitare che anche in caso di risposte omesse vengano detratti dei punti);
  • del numero di alternative di risposta che ha ogni domanda e di quante sei riuscito ad escluderne;
  • del numero di domande alle quali non sai rispondere.

Per utilizzare tutti questi dati devi mettere in campo un calcolo statistico.

Converrà dare una risposta a caso solamente quando la probabilità di ottenere un punteggio positivo è maggiore o uguale alla probabilità di ottenere un punteggio negativo.

Esempio N. 1

  • Ci sono 10 domande a cui non sappiamo rispondere;
  • Le alternative di risposta sono 5 per ogni domanda e non siamo riusciti ad escluderne nessuna;
  • Ad ogni risposta esatta viene assegnato 1 punto;
  • Ad ogni risposta errata viene assegnato – 0,5 punti;
  • Ogni risposta omessa lascia inalterato il punteggio

Ecco come è utile ragionare:

Per ogni domanda abbiamo 1 possibilità su 5 di indovinare (1/5 = 0,2) e quindi 4 possibilità su 5 di sbagliare (4/5 = 0,8).

I quesiti a cui non sappiamo rispondere sono 10, quindi:

Punteggio per risposte esatte (su 10): 0,2 x 10 x (+ 1) = + 2

Dove: 0,2 è la probabilità (prima calcolata) di azzeccare la risposta esatta, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (+1) è il punteggio assegnato ad una risposta esatta.

Punteggio per risposte errate (su 10): 0,8 x 10 x (- 0,5) = – 4

Dove: 0,8 è la possibilità (prima calcolata) di sbagliare, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (-0,5) è il punteggio assegnato ad una risposta errata.

Totale punti se decidiamo di rispondere: + 2 – 4 = – 2

Totale punti se decidiamo di lasciare le risposte in bianco: 10 x 0 = 0

Morale della favola: in questo caso meglio non rispondere!

Esempio N. 2

  • Ci sono 10 domande a cui non sappiamo rispondere;
  • Le alternative di risposta sono 5 per ogni domanda e non siamo riusciti ad escluderne nessuna;
  • Ad ogni risposta esatta viene assegnato 1 punto;
  • Ad ogni risposta errata viene assegnato – 0,25 punti;
  • Ogni risposta omessa lascia inalterato il punteggio.

Vediamo come ragionare:

Per ogni domanda abbiamo 1 possibilità su 5 di indovinare (1/5 = 0,2) e quindi 4 possibilità su 5 di sbagliare (4/5 = 0,8). I quesiti a cui non sappiamo rispondere sono 10, quindi:

Punteggio per risposte esatte (su 10): 0,2 x 10 x (+ 1) = + 2

Dove: 0,2 è la probabilità (prima calcolata) di azzeccare la risposta esatta, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (+1) è il punteggio assegnato ad una risposta esatta.

Punteggio per risposte errate (su 10): 0,8 x 10 x (- 0,25) = – 2

Dove: 0,8 è la possibilità (prima calcolata) di sbagliare, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (-0,25) è il punteggio assegnato ad una risposta errata.

Totale punti se decidiamo di rispondere: + 2 – 2 = 0

Totale punti se decidiamo di lasciare le risposte in bianco: 10 x 0 = 0

Morale della favola: in questo caso è indifferente se lasciare in bianco o tirare a caso e indovinare!

Esempio N. 3

  • Ci sono 10 domande a cui non sappiamo rispondere;
  • Le alternative di risposta sono 4 per ogni domanda e non siamo riusciti ad escluderne nessuna;
  • Ad ogni risposta esatta viene assegnato 1 punto;
  • Ad ogni risposta errata viene assegnato – 0,33 punti;
  • Ogni risposta omessa lascia inalterato il punteggio.

Vediamo come ragionare:

Per ogni domanda abbiamo 1 possibilità su 4 di indovinare (1/4 = 0,25) e quindi 3 possibilità su 4 di sbagliare (3/4 = 0,75). I quesiti a cui non sappiamo rispondere sono 10, quindi:

Punteggio per risposte esatte (su 10): 0,25 x 10 x (+ 1) = + 2,5

Dove: 0,25 è la probabilità (prima calcolata) di azzeccare la risposta esatta, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (+1) è il punteggio assegnato ad una risposta esatta.

Punteggio per risposte errate (su 10): 0,75 x 10 x (- 0,33) = – 2,475

Dove: 0,75 è la possibilità (prima calcolata) di sbagliare, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (-0,33) è il punteggio assegnato ad una risposta errata.

Totale punti se decidiamo di rispondere: + 2,5 – 2,475 = + 0,025

Totale punti se decidiamo di lasciare le risposte in bianco: 10 x 0 = 0

Morale della favola: in questo caso è quasi la stessa cosa se lasciare in bianco o tirare a caso e indovinare, ma anche se per poco (soprattutto nell’ambito preselettivo dove ha molta importanza la graduatoria finale), tirare a caso conviene per avere quel ‘poco’ in più che potrebbe fare la differenza.

Esempio N. 4

  • Ci sono 10 domande a cui non sappiamo rispondere;
  • Le alternative di risposta sono 5 per ogni domanda e non siamo riusciti ad escluderne nessuna;
  • Ad ogni risposta esatta viene assegnato 1 punto;
  • Ad ogni risposta errata viene assegnato – 0,3 punti;
  • Ad ogni risposta omessa viene assegnato – 0,1 punti.

Vediamo come ragionare:

Per ogni domanda abbiamo 1 possibilità su 5 di indovinare (1/5 = 0,2) e quindi 4 possibilità su 5 di sbagliare (4/5 = 0,8). I quesiti a cui non sappiamo rispondere sono 10, quindi:

Punteggio per risposte esatte (su 10): 0,2 x 10 x (+ 1) = + 2

Dove: 0,2 è la probabilità (prima calcolata) di azzeccare la risposta esatta, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (+1) è il punteggio assegnato ad una risposta esatta.

Punteggio per risposte errate (su 10): 0,8 x 10 x (- 0,3) = – 2,4

Dove: 0,8 è la possibilità (prima calcolata) di sbagliare, 10 è il numero di quesiti irrisolti, (-0,3) è il punteggio assegnato ad una risposta errata.

Totale punti se decidiamo di rispondere: + 2 – 2,4 = – 0,4

Totale punti se decidiamo di lasciare le risposte in bianco: 10 x (- 0,1) = – 1

Morale della favola: in questo caso, anche se il punteggio finale è negativo, conviene rispondere per limitare i danni, infatti si ottiene comunque uno 0,6 in più!

Ovviamente si parla di calcoli statistici, quindi il calcolo finale effettivo potrebbe anche essere diverso da quello riportato qui sopra, ma c’è da fare una considerazione.

Come avrai notato il margine di errore in ogni domanda è determinante nel punteggio finale.

Se riuscissimo a ridurre questo margine riducendo le possibilità di commettere un errore ovviamente sarebbe più facile ottenere un risultato migliore.

Ragioniamo quindi per esclusione, in ogni quiz a risposta multipla c’è sempre una risposta corretta, una assurda e altre che potrebbero trarre in inganno.

Nella maggior parte dei casi il dubbio rimane sempre tra poche possibilità di risposta, spesso 2 o 3.

Quando mi rendo conto che non riesco a trovare la risposta corretta posso fare il ragionamento inverso e mettermi a cercare tutte quelle che ritengo assurde; certe volte non conosciamo la risposta corretta, ma la nostra cultura e le nostre conoscenze, anche in altri ambiti, possono aiutarci a eliminare le risposte che riteniamo incorrette.

Non si tratta di ingannare, ma di far valere tutte le conoscenze che abbiamo per cercare di ottenere quel minimo di risultato in più su una domanda che, altrimenti, avremmo lasciato in bianco. Ovviamente il metodo migliore in assoluto per superare una qualsiasi prova, che sia un test a risposta multipla, uno scritto o un orale, è quello di arrivare preparati.

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