Sveglia alle 7, mi alzo di corsa perché sono già le 7.30. Sbuffo perché so che mi aspetta un’altra giornata insoddisfacente uguale alle altre. Prendo i mezzi: sul pullman mi ripasso velocemente gli appunti presi a lezione, perché trovo concetti che sembra li stia leggendo per la prima volta? Eppure le ho scritte io quelle cose. Bah, faccio il primo sospiro di ansia, pensando a quanto tempo dovrò trascorrere in casa a studiare per passare quell’esame. Cerco di ammucchiare in testa tutte le informazioni che avevo captato durante le spiegazioni precedenti e arrivo in aula. Quando il professore inizia a spiegare tutti i buoni propositi di prendere appunti in modo ordinato si vanificano, perché va troppo veloce e non riesco a cambiare colore di penna e scrivere tutto. Registro la lezione. Fine della mattinata: mi lamento con i compagni della difficoltà di quell’esame, non ce la faremo mai a passarlo. Tornata a casa dalle 3 studio. Apro il telefono, sono le 4. Vabene alle 4.30 studio. Faccio merenda, facciamo alle 5. Il libro è troppo poco attraente e ogni rumore che viene da fuori sempre essere più interessante di quello che devo imparare. Perdo tempo a pensare a quanto devo studiare senza farlo effettivamente. Provo allora ad organizzarmi, a fare una sorta di ‘piano studio’ ma quante pagine per quanti giorni? E quale materia metto al primo posto? E lo spazio per ripassare tutto? Ho già dimenticato la spiegazione di questa mattina, l’agitazione aumenta ancora e come faccio a passarli questi esami? Beh ora ormai sono le 8,preparo qualcosa per cena e poi ci penserò domani. Nascondo quel senso di frustrazione e arresa vado a dormire.

Era così la mia vita prima di incontrare un ragazzo che in pochi secondi mi ha mostrato come è possibile apprendere qualsiasi tipo di informazione e ricordarla. La mia difficoltà più grande era la sensazione di ansia che associavo allo studio. Sebbene siano materie che mi piacciono, l’agitazione e la paura nei confronti della quantità di lavoro da dover svolgere per passare gli esami mi bloccava. Risultato: scarsa concentrazione e capacità organizzativa pari a zero. Ora, dopo aver frequentato il genio, riesco a trascorrere ore intere a studiare qualcosa che dopo un mese ricordo ancora bene, riesco a fare sport e lavorare, andare in vacanza e sentirmi tranquilla,perche ho la certezza che quelle informazioni lì mi permetteranno di raggiungere l’obiettivo dell’esame. E lo raggiungo come si deve, il voto più basso che ho preso è stato un 26 e non ho faticato tanto per prendere il mio primo 30. Inoltre grazie all’aiuto del tutor ho imparato a pianificiare: so quanto devo studiare e quando farlo, quando ripassare tutto e quanto tempo dedicare ad altre attività. La mia routine è più regolare ed efficiente. Inoltre sfrutto al meglio le lezioni. Infatti ora non è più un passivo trascrivere concetti in fila, bensì un apprendere già dalla spiegazione cosa il professore vuole sapere all’esame. Il tempo che trascorrevo a lamentarmi con i compagni ora lo sfrutto per dare un’occhiata alle mie mappe e prepararmi ad un pomeriggio di studio breve ed efficace. Frequento il corso di ingegneria ed alcuni esami non pensavo nemmeno di poterli ‘provare’. Mentre ora ho trovato un metodo che mi permette di memorizzare strategie di risoluzione di problemi e di velocizzare il ragionamento logico matematico che è alla base di questi. Adesso anche mio fratello si è iscritto e non vedo l’ora di rifrequentare il corso insieme a lui, così da poter rafforzare le tecniche che ho appreso ed alzare ancora di più i miei standard.
Apparte queste bellissime parole, è la pratica che alla fine dei conti fa la differenza. Ovviamente un grazie speciale al mio tutor Marco Valentini.